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Cenni storici
Documenti concernenti atti in cui viene menzionato il mulino, risalenti alla seconda metà del XII secolo, si trovano alla Biblioteca Nazionale di Firenze alla voce: "conventi soppressi". In tutti i documenti veniva citato come "il NOSTRO mulino".
Il mulino fu un importante centro di passaggio sulla via Francigena (la via che portava da Firenze a Roma) a partire dal Basso Medioevo fino al 1700.
La Badia di Passignano concepì questo mulino con tecniche architettoniche all'avanguardia per quell'epoca e lo arricchì col passare dei secoli con intonaci e decorazioni a testimonianza della sua ricchezza e della sua importanza.
Il mulino è rimasto in attività fino al 1950.
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La stanza del Mulino
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Sin dai tempi remoti era un centro di passaggio e di sosta, era il luogo dove si svolgevano le attività economiche delle famiglie dei paesi limitrofi; vi venivano macinati il grano e i cereali per la produzione e la vendita delle farine.
Di proprietà della chiesa, il Mulino era gestito dal frate più anziano, l'Abate, da cui prende il nome.
E' ancora visibile l'antica struttura medievale e gli ingranaggi di legno che formavano i macchinari del mulino. Si hanno notizie di lavori eseguiti in questo mulino nel 1482 dalle carte dell'archivio dell'Abbazia di Passignano: in quella occasione furono portate nuove macine di alberese al mulino, tuttora esistenti.
Nella stanza sottostante quella delle macine, si trova il "ritrecino" con le pale, che con la pressione dell'acqua faceva girare le macine di pietra.
Questa stanza è oggi adibita a piccolo museo dove sono esposti alcuni antichi oggetti usati dal mugnaio, vecchi documenti del mulino risalenti al 1800 e due stampe del '600 che illustrano il funzionamento dei mulini ad acqua.
In questa stanza accogliamo i nostri ospiti al momento dell'arrivo e offriamo loro un bicchiere del nostro buon vino rosso.
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Joachim Berthier (1848-1924)
Sacerdote dell'ordine dei frati predicatori domenicani, fu teologo storico e letterato. La statua che lo rappresenta (nata sul modello in gesso del prof. Pietro Piraino) è un opera in marmo statuario bianco di Carrara dell'altezza di 3 metri, scolpita negli studi di Romano di Oreste Scheggi a Firenze, iniziata nell'anno 1921 e terminata nell'anno 1929.
E' stata donata da Nino Oreste Scheggi alla famiglia Donati nel 1999, che ne ha curato la sistemazione nella propria residenza, il Mulino dell'Abate, dove si trova tuttora.
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